Archive for agosto 2008

RIPRENDONO LE ATTIVITA’

L’estate sta volgendo al termine.
Quasi tutti sono rientrati dalle vacanze o stanno per farlo. E’ questione di ore, ormai.
In molti hanno ripreso le normali attività, come il lavoro, e fra pochi giorni anche i ragazzi ricominceranno le loro. Insomma tutto sta tornando alla normalità e la routine quotidiana sta riaprendo i battenti. La parentesi aperta per staccare, evadere, riposarsi, divertirsi, vedere eventuali cose nuove, sta per chiudersi.
L’estate, come diceva una canzone di alcuni anni fa, sta finendo.
Che estate è stata per me?
Mah, sicuramente un po’ diversa dagli anni scorsi. Non c’è stato niente di particolamente esaltante. Le ferie le ho trascorse a casa, facendo piccoli lavoretti. Poi qualche escursione in montagna, qualche passeggiata fra le strade ancora poco frequentate del mio paese e qualche giretto con la bici.
Sono riuscito a strappare tre giorni al lavoro per andare a trovare la famiglia in montagna, soggiornando con altri parenti in un convento di suore. La pace che c’era lì dentro strideva con il caos che c’era al di fuori del cancello. In quei tre giorni spesso ho preferito quella pace.
A casa, molte serate le ho trascorse sulla mia terrazza, alla ricerca di un po’ di fresco, in compagnia della mia famiglia, a parlare e a cercare di scovare le stelle. Altre, invece, le ho passate in compagnia di alcuni libri, aiutato da una piccola lampadina provvista di una clip per fissarla alle pagine del libro stesso.
Ma non è stata un’estate avara di emozioni, anzi, di alcune ho potuto già parlarne o scriverne qualcosa.
E, a proposito di scrivere, a parte alcuni giochi di rime che sono nati all’improvviso, ho raccolto idee per continuare il romanzo che sto scrivendo. Avevo intenzione di aspettare il fresco per ricominciare, ma non ho resistito. Questa mattina ho dovuto mettere su carta alcune delle idee che avevo in testa. Adesso devo solo cercare di non essere impaziente, perchè la tentazione sarebbe quella di scrivere tutto immediatamente. Invece devo andare per gradi, non aver fretta, e cercare di sviluppare per bene le idee.
Avevo proprio voglia di ricomciare a curare i miei personaggi. Avevo cercato di abbandonarli per un po’, ma non ce l’ho fatta.
E anche questa attività è ripresa.
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Saluto a Padre Eyad

Ieri è stato un giorno particolare e, in un certo senso, diverso.
Nel mio precedente intervento ho scritto di vecchi amici che sono andati altrove, alcuni di questi per restarvi, senza far ritorno se non per fugaci visite.
Ieri nella nostra locale Parrocchia del Sacro Cuore, a Montemurlo, in tanti abbiamo salutato una persona che ci ha accompagnato spiritualmente per alcuni anni: Padre Eyad. Era arrivato dalla Giordania e per la sua terra presto ripartirà.
Al termine della Messa, è stato festeggiato da tanti parrocchiani che si sono radunati per pranzare insieme a lui, per festeggiare insieme a lui, per salutarlo.
Devo dire la verità. Raramente mi capita di commuovermi, ma la funzione di ieri ha riservato momenti toccanti, come ad esempio quando Don Alessandro ha letto alcuni versi che lui stesso ha scritto per questa occasione, oppure quando i ragazzi hanno detto parole riguardanti il loro rapporto con Padre Eyad, che ha risposto con altre belle parole.
Io sabato scorso avevo scritto due righe, un gioco di rime, pensando a come le avrei scritte dopo la festa.
Alla fine le ho consegnate a Padre Eyad.
Non posso dire di averlo conosciuto a fondo. Gli ho parlato solo di recente, in occasione delle giornate che i ragazzi, compresa mia figlia, hanno trascorso con lui in montagna. Insieme abbiamo fatto un’escursione. Ma ho visto come si rapportava ai ragazzi, e come era con noi adulti. Mi venne istintivo dargli del tu, cosa che generalmente non è mia abitudine fare. Eppure con Padre Eyad è stato così da subito, ed è una cosa di quelle che non sai spiegarti.
La giornata di ieri mi ha lasciato la sensazione  di aver perso molto tempo, perchè avrei voluto essere più presente nella realtà che mi circonda, ma non l’ho fatto o non l’ho fatto abbastanza, avrei voluto conoscere meglio delle persone, ma non l’ho fatto.
E’ la stessa sensazione che si prova a non aver detto quello che avresti voluto dire, convinto che sia ormai troppo tardi. E allora cerchi di correre, per recuperare, per rifarti sotto, ma la strada da percorre è lunga, vai in affanno e finisce che ti fermi, perchè ti accorgi che non arrivi mai.
Forse avrei voluto dire queste cose a Padre Eyad, insieme ad un saluto molto più caloroso. Ma anche questo non l’ho fatto.
Chissà, forse è vero che noi appassionati di scrittura scriviamo proprio perchè non siamo abbastanza bravi a parlare, o forse non lo siamo affatto.
Così ho affidato il mio saluto ad un gioco di rime: è poca cosa, ma è sincero.
Grazie Padre Eyad. Ciao.
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Ricordi

Oggi mi son venuti in mente alcuni vecchi amici.
Forse perchè la città si sta svuotando, con le persone che partono cercando svago, riposo e divertimento.
Poi c’è chi sta per partire, per tornare a casa propria, in posti molto lontani da qui.
Per restarvi.
Ho appena finito di leggere in terrazza, ormai è buio. Ho deciso di rientrare per mettermi a scrivere qualcosa.
Dal passato ho riscovato un gioco di rime. Si tratta di una dedica fatta alcuni anni fa ad una cara collega, Patrizia, che per motivi di famiglia si trasferì al nord, in Lombardia.
Con lei ero in sintonia e la sua partenza mi procurò un po’ di tristezza. Ma vedendo la sua contentezza per quella scelta fatta, lasciai da parte il mio personale dispiacere per quell’amica alla cui presenza avrei dovuto rinunciare.
Avrei voluto dargliela alla fine del suo ultimo giorno di lavoro insieme a me, ma non ce la feci a resistere e gliela consegnai un po’ di tempo prima.
Ho impresso nella mente la faccia che fece quando prese quel foglietto. Forse anche lei non ci credeva. Ancora non avevo svelato la mia passione per la scrittura e quindi fu per lei una sorpresa.
Il resto furono reciproche emozioni, trasmesse con gli sguardi. Le parole sarebbero state di troppo.
Questa sera ho ripensato a lei, ed ho voluto inserire quella dedica nella sezione "link". Clicca se vuoi leggerla.
Abbraccio sinistroAbbraccio destro