Archive for novembre 2008

Domenica rilassante, con un sorriso sulle labbra

Spesso si aspetta la domenica per trascorrere una giornata diversa dal solito, ma a volte la si aspetta per rilassarsi. Ed è quello che ho fatto oggi. Ogni tanto ci vuole.
Mia figlia era fuori per un week-end in montagna e allora ne ho approfittato per scrivere un po’, e per finire di leggere due libri, uno dei quali era "Pensieri oziosi di una persona oziosa" di Jerome K. Jerome, che in alcune parti fa sorridere, ma che fa anche riflettere.
Ed una riflessione è giunta proprio all’ultimo capitolo, sulla memoria, che inizia citando una vecchia filastrocca:
 
Farfallina bella bianca,
vola, vola e non si stanca,
vola qua e vola là,
poi s’arresta sopra un fior.
 
Leggerla su un libro del 1934 mi ha fatto pensare a quante persone sia stata cantata. Io e mia moglie la cantavamo a nostra figlia per farla calmare o addormentare. I nostri genitori la cantavano a noi e i nostri nonni ai nostri genitori.
Sempre la stessa farfallina!
Appena terminato di leggere, ho guardato l’orologio per vedere se era giunta l’ora di andare a riprendere nostra figlia alla stazione. Io credo che sia stato l’effetto "farfallina".
Questi figli!
Quando ci sono ti fanno desiderare un attimo di tregua e quando non ci sono… non vedi l’ora che tornino.
Si posò su un girasole,
si voltò verso il sole,
lo guardò, lo fissò,
poi sul fior s’ addormentò.
Venne un grillo pian pianino
e le fece un sorrisino
poi le disse: "Farfallina,
sei la dolce sorellina!"

Amicizia reale e amicizia virtuale

Amicizia.
Dal vocabolario Zingarelli ed. 2005 (reale): affetto vivo e reciproco fra due o più persone.

Da Sapere.it (virtuale): il legame affettuoso fra due o più persone, nato dalla consuetudine e da affinità di sentimento, tenuto saldo da una reciproca stima e considerazione.
Nella vita reale queste persone si incontrano, si vogliono bene, parlano, ridono, litigano, piangono, scherzano, si confidano, si vedono, si ascoltano, si toccano e chi più ne ha ne metta.
Insomma, sono in carne ed ossa.
Nel silenzio di una pagina web assume un significato importante ciò che scriviamo e come lo scriviamo, perchè è attraverso le nostre parole che cerchiamo di dare l’idea di chi siamo, di cosa pensiamo, di cosa proviamo, di cosa facciamo, parole che, comunque, suoneranno sempre con la voce di chi legge.
E se non venissero comprese? Se fossimo uno davanti all’altro magari basterebbe un semplice gesto a far capire subito tutto, ma sul web questo non è possibile.
Comunichiamo con persone identificate spesso con un nick name, poi attraverso gli interventi cominciamo a conoscerci, a scambiarci qualche notizia che ci riguarda, ma siamo ancora, nella maggior parte dei casi, senza un volto e senza una vera identità. Eppure sentiamo che ci sono affinità che ci uniscono, come un interesse, un pensiero, un’emozione condivisa che magari non siamo stati in grado di comunicare nemmeno ad un amico in carne ed ossa.
Ci accorgiamo che abbiamo trovato qualcuno che non ci è indifferente e ci piace continuare questo rapporto fatto di mail, post e commenti, scoprendo che abbiamo sempre qualcosa da dire.
Subentrano la stima, la considerazione, ma si può parlare anche di amicizia? E come potremmo definirla?

Il travaso dei ricordi

Oggi, parlando con un’amica, mi sono reso conto di una cosa un po’ bizzarra.
In "Quattro passi", libro dedicato a mia figlia, ho descritto fatti che mi sono capitati fino all’età di circa venti anni e che ho custodito dentro di me, integri, per tanto tempo, ricordi che andavano dall’infanzia fino alla "migliore" età (I migliori anni della nostra vita, come canta Renato Zero).
La bizzarria consiste in questo: dal momento in cui li ho scritti (era il 2004) è come se avessi fatto un salvataggio di dati su un hard disk esterno, liberando nel contempo la mia memoria. Intendo dire che adesso sto perdendo la nitidezza di quei ricordi che ho tenuto in mente per circa quarant’anni. E quando questo mi viene fatto notare devo andare a rileggere il libro che io stesso ho scritto!
Forse il mio subconscio ha pensato: ecco, ora che l’hai fissato nero su bianco, puoi stare tranquillo e te ne puoi liberare, tanto, se non ricordi, hai dove andare a cercare.
C’è qualcuno che ha provato qualcosa di simile?
E non ditemi che è l’età perchè…

Oggi son di buon umore e allora…

Ciao, ho appena lanciato una proposta sul Rifugio di Roberto.
Si tratta di scrivere un mini racconto, in 160 caratteri, col linguaggio degli SMS.
Il tutto all’insegna del divertimento, sì perchè il tema è:
Se ne avete voglia, non vi rimane che cliccare e provare.