Archive for aprile 2009

La mia Lourdes

Alcuni giorni fa sono stato, per la prima volta, a Lourdes. Ho provato a scrivere alcune delle sensazioni che ho provato.
 
 
 
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Dire basta? Sì, ma poi?

 
Quante volte ci è capitato di dire: basta! non ne posso più di questo lavoro. Ah, se almeno fossi…
Già, se fossi cosa?
Che cosa faresti o cosa ti piacerebbe fare se non fossi quello che sei?
Hai mai provato a pensarci?
Oggi sono ragioniere.
Quando ero studente pensavo che, se avessi fatto l’università, avrei scelto la facoltà di Agraria, e in qualche modo, visto l’ambiente in cui lavoro…
Oppure avrei voluto fare il giornalista, e in qualche modo mi sono ritrovato a scrivere qualcosa…
 

Il silenzio e la fiammella

Ho scritto un gioco di rime pensando a quelle persone che, senza un apparente motivo, interrompono ogni tipo di contatto, lasciando solo un silenzio al quale è difficile, se non impossibile, dare un’interpretazione.
 

Non è andata proprio come nel filmato, ma…

 

… ho trascorso un paio di giorni sereni, con l’opportunità di vedere nuovamente alcune bellezze della capitale e alcune curiosità, come il ponte dei "lucchetti". In varie città avevo visto i venditori ambulanti vendere di tutto, dai cd ai giochi cinesi, dalle borse agli occhiali da sole, ma non mi era ancora capitato di vedere la tentata vendita dei lucchetti. Nei pressi di quel ponte, se ne potevano trovare di ogni colore, dimensione e tipo di chiusura.

Ho fatto alcune foto che potete trovare nell’apposito "reparto"

 

Terremoto

Ogni terremoto riapre nella mia famiglia ferite mai risarcite completamente.
Gemona del Friuli, paese di io suocero. Amatrice, paese di mia suocera.  Paesi più volte colpite, alcune volte in maniera devastante.
Il terremoto in Abruzzo di questa notte ha riaperto quelle ferite.
Guardando le immagini diffuse in tv, leggendo le notizie sulle edizioni online dei quotidiani, o semplicemente seguendo i social forum o i blog, è stata rivissuta e sentita propria la sofferenza delle persone colpite personalmente nei loro affetti più cari, nella casa, nella loro vita che da oggi non sarà mai più uguale a quella di ieri.
A loro il nostro pensiero, la nostra solidarietà e la nostra preghiera.
 
 

Una pausa musicale…

Un pezzo musicale che mi è sempre piaciuto estrapolato da un brano molto più lungo.

Sarà la nostalgia…

Ci sono giorni in cui ti senti apparentemente bene. Parli, sorridi, svolgi i tuoi lavori serenamente.
Trascorri il tuo tempo, quello che hai a disposizione, con la tua famiglia. Insomma, tutto sembra normale.
Ma quando ti fermi ti viene voglia di andare a rivedere una foto di qualche tempo fa, di ascoltare una canzone di un determinato periodo, magari perchè ti ricorda un episodio che ti è molto caro.
E ti trovi a ripercorrere alcune tappe del tuo passato, che scorre dentro la tua testa rapidamente, come un film lunghissimo che finisce dopo pochi attimi.
Vieni rapito dalla nostalgia e non ti sai spiegare il perché.
Forse, però, una ragione c’è. Forse ti stai attaccando a quei ricordi per trarne la forza e l’energia necessarie per superare un altro ostacolo di cui non ti accorgi, ma che il tuo istinto ha notato.
E ti ritrovi a fare come quel ragazzetto che, crescendo, sente il bisogno di farsi coccolare e accarezzare dalle persone che più lo amano, proprio come faceva quando era piccolo.