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9 maggio 2009 : ritrovarsi dopo tanto tempo

Ehi, avevi detto che avresti scritto qualcosa sull’incontro con i tuoi compagni di classe per festeggiare i venticinque anni dal diploma. Ti sembra esagerato? Pensi che per gli altri sia stato un pranzo come tanti altri? E’ probabile, tutto è opinabile e ci sono persone che la pensano in maniera diversa, ma tu devi descrivere i sentimenti e le sensazioni che hai provato tu. Non ti va? D’accordo, allora seguimi, facciamo quattro passi, ti dico io quello che è successo.

 
 

Ti ricordi cosa hai scritto in “Nel mezzo della notte?” Ogni incontro porta con sé speranza e paura.

Speranza di rivedere qualcuno dopo tanto tempo e accorgersi che un certo feeling esiste ancora, a dispetto della lontananza e del tempo che è passato.

Paura di rendersi conto che quel feeling è andato smarrito o non è mai esistito, ma era solo il frutto della tua fantasia o di un ricordo memorizzato in maniera distorta.

Ogni incontro porta con sé anche carichi di emozioni diverse.

Quando ciò accade per la prima volta dopo molti anni, entrano in gioco tanti fattori fra i quali l’attesa, la curiosità, l’imbarazzo, anche, di non essere riconosciuti o di non riconoscere qualcuno, la paura di non sapere cosa dire.

Quando il primo scoglio è superato e ti rivedi dopo soli pochi anni, ti avvicini all’evento in maniera più distaccata. Però, quando arriva il momento di ritrovarsi faccia a faccia, ti accorgi nuovamente che il tempo trascorso è come il periodo delle vacanze estive. Non sembrano passati anni, ma solo due o tre mesi. Allora ricominci e ti sembra di riprendere un discorso lasciato in sospeso solo alcune settimane prima. E ti lasci andare, l’adolescente che è in te esce fuori in barba a quello che sei, a quello che sei diventato o a quello che eri.

Li vedi con qualche ruga in più o qualche capello in meno e ti sembra che siano così da sempre; ascolti quelle voci, le risate, e se chiudi gli occhi ti accorgi che sono sempre state così, non sono cambiate per niente.

Il tempo scorre, il pranzo è già finito, ma la voglia di parlare, di raccontarsi, di conoscere quella parte che ti è sfuggita per una lunga distrazione, è ancora intatta. E allora vai avanti.

Poi guardi l’orologio, un riflesso condizionato dalla frenesia di oggi, e ti rendi conto che è arrivata l’ora di rincasare. Avresti voluto ritardare questo momento, ma, ahimè, è una legge più grande di te alla quale non puoi sottrarti.

Il tempo è passato, inesorabile, non ti ha concesso nulla in più.

Baci, abbracci, saluti, un agitar di mani che si dissolve in lontananza.

E anche tu riprendi la tua via, con lo sguardo gioioso ed un sorriso soddisfatto sulle labbra, mentre dentro di te, con il ritmo dettato dal battito del tuo cuore, scorrono le immagini di quella giornata, tante fotografie da mettere in una nuova pagina dell’album della tua vita.

 
 
 
 
 
 
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