Archive for luglio 2009

Il guardastelle

In queste sere d’estate trascorro un po’ del mio tempo in terrazza, sdraiato su un lettino, leggendo, parlando con i miei, ascoltando la musica o semplicemente pensando, con lo sguardo rivolto verso il cielo per guardar le stelle.

Da qui chissa’
se c’e’ un mistero grande
da scoprire
Da qui
una libera preghiera
per una pace da inventare
E ho fantasia
e posso anche volare
La fantasia lo sai ti fa volare

Il conto alla rovescia è iniziato: Il treno delle 7,18… sarà così.

 
Questa è la copertina del libro "Il treno delle 7,18", in prossima… partenza.

Un senso

Quanche giorno fa, a seguito di una richiesta francamente un po’ bizzarra, mi sono sentito rispondere: "Ma che senso ha?".
Questo mi ha fatto riflettere sul fatto che, molto spesso, siamo portati a non cercare di capire qualcosa perchè diverso da ciò che pensiamo noi o che a noi sembra illogico o assurdo.
Ma altrettanto spesso, quello che sembra insensato ad una persona non lo è per un’altra.

   

Difficile scrivere

D’estate per me è sempre difficile scrivere qualcosa. Di solito cerco di mettere in ordine le idee per poi ripartire qualdo il caldo comincia ad affievolirsi. E anche sul blog sta capitando la stessa cosa, perchè provo a cercare fuori un po’ d’aria fresca (o meno calda) piuttosto che stare seduto davanti ad un computer. E infatti, ultimamente, qui come al Rifugio, le cose hanno funzionato in maniera parecchio part-time.
Ma potevo non dare gli ultimi aggiornamenti?
Per dirla alla Dalla:
Scurano sta arrivando
e il Treno partirà
io mi sto preparando
è questa la novità

Il palco, unica fonte di felicità

Alcune sere fa stavo mangiando un gelato in compagnia della famiglia, seduto al fresco artificiale di una gelateria. Davanti a me, in alto, un televisore sul quale scorrevano i video di Michael Jackson.
A me, come ho già avuto modo di dire, non piaceva, ma attraverso quei filmati ho cercato di capire qualcosa in più di lui. E mi sono tornate in mente le parole lette un po’ ovunque in questi giorni, ma che potrebbero andare bene per molti altri artisti, siano essi geniali, eccentrici, pazzoidi, e chi più ne ha ne metta.
Spesso le origini sono modeste, se non peggio, una vita difficile alle spalle, mille difficoltà all’interno della famiglia; poi la svolta ed un successo che schiaccia, costringendo una persona a vivere costantemente nel personaggio a cui ha dato vita.
A vederlo agire sul palco tutto quello non traspariva, si vedeva solo un artista in piena azione, sorridente, felice.
Già, felice, sul palco e non nella vita. Una felicità che tanti artisti vorrebbero in eterno e alla quale non rinuncerebbero mai, tanto da desiderare, come dicono molti, di morire in scena durante lo spettacolo.
Avevo quasi terminato il gelato e un filo di tristezza si era impossessato dei miei pensieri.
Mi sembrava quasi che l’infelicità si potesse vedere e capire attraverso la felicità, che l’una e l’altra fossero in realtà unite, se non la stessa cosa.
Provai compassione per lui, che aveva ostinatamente cercato di cambiare tutto di sé e del mondo che lo circondava, per poi trovarsi, semplicemente, uguale a tutti gli altri davanti all’ultimo aspetto della vita.

Aspetta primavera, Bandini

Ho terminato di leggere il libro di John Fante e ho riportato le mie impressioni nella rubrica "Le pagelle di Ben".