Archive for agosto 2009

I ragazzi della terza età

                                                                                          

E’ caldo e non hai voglia di startene in casa ad aspettare l’ora di andare a dormire.

Una musica suona in lontananza ed attira la tua attenzione; è una musica antica, che proviene dal passato, quando quelle note allietavano le sere di festa di tante persone, quelle che oggi hanno qualche anno in più, ma che allora avevano l’età che oggi hai tu.

Così decidi di seguire quella melodia e vai verso i giardini dove si sta svolgendo la festa. Chissà, magari incontri qualcuno che conosci per scambiare due parole.

Lì, l’aria, smossa da una flebile brezza, si mescola ai profumi che arrivano dalla cucina. La musica ti abbraccia ed accompagna tutti i movimenti. I ragazzi che servono ai tavoli sembrano danzare con i vassoi in mano, proprio come quelle coppie che, per niente infastidite dal caldo estivo, ballano senza sosta sulla pista, salvo poi, una volta che il brano è terminato, asciugarsi in tutta fretta con un fazzoletto estratto da chissà dove.

Vai col valzer.

La pista, immersa nel verde fra gli olivi, è recintata da una staccionata fatta di tante piccole canne.

Tu, dall’alto, appoggiando le tue braccia ad una ringhiera che comincia a dimenticare il suo colore originale, ti affacci e guardi.

E quel che vedi ti riporta indietro nel tempo, quando eri tu a danzare fra i tavoli con un vassoio in mano, pronto a prendere le ordinazioni di accaldati ballerini in cerca di ristoro.

Intanto una fetta di luna si è portata alta, su nel cielo.

Vai col tango.

Quel ballo fu tua madre a insegnartelo, in una fredda sera d’inverno, quando la stufa incandescente sembrava non fosse buona a niente. Spostando il tavolo e le sedie della cucina ti convinse a fare i primi passi, prima contando e poi mettendo un nastro dentro ad un registratore di quelli che oggi si potrebbero vedere nei musei. Il freddo, per incanto, se ne andò, grazie a quel piccolo trucchetto che hai capito dopo un po’.

Tu adesso sposti la tua attenzione verso quelli che stanno arrivando. Sono persone con i capelli argentati e con le gambe un poco instabili, ma con la voglia ancora di divertirsi, di stare bene e passare qualche ora in allegria. Lui sembra aver intenzione di fare tardi, con quel golfetto ripiegato ed appoggiato su una spalla. Lei, ben vestita ed attenta a non impolverare subito le scarpe della festa, porta al braccio una borsetta di quelle da tirare fuori dall’armadio solo per le grandi occasioni. Con passo ansioso si dirigono verso un tavolo, quasi con il timore di rimanere senza. Si incrociano con un signore che ha lo sguardo da predatore. Girovagando per la pista sembra cercare la dama giusta per un ballo che ancora ha da venire. Ogni tanto si prende la cintura dei pantaloni e, tirandola un po’ su, si dà un sistemata: vuole essere perfetto, una volta che l’avrà trovata.

Vai col valzer lento.

Quello è il ballo che ti riusciva meglio. Da ragazzo, quando i tuoi genitori ti portavano con loro, tua madre ti invitava in pista, ma tu non volevi farti vedere ballare con lei, avevi quasi paura che i tuoi coetanei ti vedessero e ti potessero prendere in giro. Figuriamoci, un ragazzo in mezzo a tutti quegli anziani! Ma poi bastavano due paroline sussurrate ad un orecchio e iniziavi il movimento. Con piacere osservavi il sorriso soddisfatto di tua madre che si lasciava guidare dal un cavaliere per lei particolare.

Ahi, ahi, ahi, cuore ballerino.

La luna sta ormai scomparendo dietro alle chiome degli alberi e anche le persone se ne stanno andando. Qualcuna riprende la strada di casa, contenta per la serata, salutando e cominciando a pensare a quel che dovrà fare domani. C’è chi chiama il nipotino, per averlo più vicino.

Anche quella coppia sta uscendo. Si tengono mano nella mano. Lui ha indossato quel golfetto.

Ad un tratto l’orchestrina annuncia una canzone e lei, come rinvigorita, si libera da quella dolce stretta e torna indietro, fermandosi due metri più in là. L’ascolta sorridendo e poi, contenta, torna indietro dal suo uomo canticchiando le parole di quel motivetto:

Lui e lei nel giardino insieme stanno

guardano le ombre della sera.

Lui e lei nel giardino con un mare di ricordi

pensano e si tengono per mano.

Sempre uniti nell’amore

nella gioia e nel dolore.

I ragazzi della terza età.

Agosto, un mese da abolire?

Prendo spunto da un intervento che ho letto sul forum del Corriere della Sera, Leggere e Scrivere, che così recita:
Agosto, un mese da abolire.
 
Io credo che agosto, come tutti gli altri mesi, sia da vivere.
Per alcuni non c’è differenza con gli altri mesi, per altri è comunque un mese diverso, per le vacanze, per l’aspetto delle città e altro ancora, ma è anche vero che è un mese con il suo fascino, in cui è possibile fare tutto e il contrario di tutto.
Per chi stacca, anche senza andare altrove, è un periodo che offre tante possibilità, che offre tempo per fare altre piccole cose che durante l’anno non si riesce a fare.  
L’importante è non perdere di vista le cose che contano veramente, per le quali non esiste nessuna pausa, nessun periodo di ferie o di vacanza.
Agosto, secondo me, non è da abolire, ma va saputo apprezzare per ciò che sa offire, esattamente come ogni altro mese dell’anno.
 
Inguaribile ottimista?
 

E quando meno te lo aspetti ti riscopri romantico

Qualche sera fa mi trovavo in terrazza a leggere un libro e anche a guardare il cielo stellato.
Intorno c’era molto silenzio, perchè tanti sono in vacanza e le auto, beh, anche loro si riposano altrove.
Ad un tratto, da una finestra di una casa vicina, è uscito un suono, una musica che ha distolto la mia attenzione dalla lettura e dalle stelle, spostandola verso una persona.
 

Una labile traccia indelebile

Ho terminato di leggere il libro "Una labile traccia indelebile", di Paolo Federici, compagno dell’avventura Scuranese del primo agosto scorso. Ho riportato le mie impressione nella rubrica "Le pagelle di Ben"

L’estate silenziosa

 
 
I rumori si spostano verso i litorali, dove il divertimento si protrae fino alle prime luci dell’alba.

Il silenzio si appropria delle città, dove la colonna sonora che ci accompagna tutto l’anno piano piano si affievolisce fino a diventare muta.
E tu lì, che cerchi di goderti quella pace, per quel poco che durerà.

Alcuni video della presentazione di Scurano

Ho inserito alcuni brevi filmati della presentazione fatta sabato 1 agosto a Scurano. Potete trovarli nella nella colonna accanto, nell’apposito spazio.
Chi li vedrà potrà rendersi conto che abbiamo parlato di cose serie, ma abbiamo saputo anche scherzare, per non prendersi troppo sul serio, in sintonia con il titolo della serata "Scrittori? Ma mi faccia il piacere!"
L’ordine con cui vi suggerisco di guardarli è il seguente:
 
– L’ingresso degli scrittori
– Inizio presentazione
– Una breve traccia dei libri
– Quando scrivo?
– Lavoro sporco (o pulito)
– Saluto finale… in musica
 
Buona visione. 

Sabato 1 agosto 2009: per me è andata così

Mi ero ripromesso di scrivere qualcosa su questa giornata, ma mi sono reso conto che quel "qualcosa" sarebbe stato troppo lungo, così ho cercato di sintetizzare un po’, con la speranza di riuscire ugualmente a far capire le emozioni che ho provato.
   

http://cid-25f0933bd1c7a08f.skydrive.live.com/embedrowdetail.aspx/Documenti/PresentazioneScurano1agosto2009/Scrittorimamifacciailpiacere.pdf