Archive for settembre 2009

1 x 3 – Un libro per tre iniziative

Ormai è questione di giorni ed il libro comincerà a circolare. Finalmente!
Appuntamento fissato per il 6 di ottobre. Il programma si va delineando, con alcune difficoltà, ma ci siamo quasi. L’elenco delle rivendite è in corso di definizione, mentre i libri son già reperibili presso le sedi degli enti a cui andrà il ricavato.
Vi darò gli aggiornamenti via via che ci saranno.

Una giornata autunnale

Le notizie di questi giorni sono tristi.
Fuori piove.
L’estate, con la sua solarità e la sua esuberanza, sembra un lontano ricordo. Eppure è lì, soltanto due passi indietro.
Me ne sto in casa a parlare con i miei, poi mia figlia esce ed io mi metto a navigare, andando a trovare qualche amico in rete.
Mi soffermo su un racconto scritto da un diciottenne e ne intuisco una stato d’animo particolare. Ci scriviamo.
Stacco e vado a leggermi un libro.
Intanto fuori piove ancora e a me torna la voglia di scrivere.
 

Tutto per la scelta di un posto dove sedersi

Domani per molti ragazzi comincia il nuovo anno scolastico. Mia figlia inizierà la terza classe delle superiori e questo mi ha fatto tornare in mente il periodo in cui fui io a cominciare il triennio.

Per me si trattò di un radicale cambio di vita perché decisi di seguire un percorso scolastico un po’ fuori dallo standard per quei tempi, scegliendo di andare a frequentare un tipo di scuola che non era presente nella mia città. E il posto più vicino era Firenze.

Mi ritrovai così a cambiare classe per la terza volta in tre anni. Infatti dalla prima uscimmo in pochi e la classe fu smistata confluendo in seconde diverse.

Il cambio fu netto e per un provinciale come me l’impatto con la città non fu facile, anzi…

Quando arrivai in classe, guardai dove potevo sedermi, e scelsi il posto libero accanto a Giovanni, che non conoscevo, come tutti gli altri.

Nessuna scelta avrebbe potuto essere migliore. Giovanni e la sua famiglia furono importanti in quegli anni difficili per me. Quando dovevo rimanere a Firenze loro si prendevano cura di me. Se solo avessi scelto un posto diverso probabilmente la mia vita sarebbe stata diversa. Su questo ho provato a pensare a voce alta, questa sera, insieme ai miei familiari ed è venuta fuori una sfilza di “se” che mi ha portato a fare un’ulteriore considerazione finale.

Se avessi trovato un altro compagno di banco, ad esempio un po’ discolo, fannullone o meno sensibile e generoso, probabilmente non avrei trovato quell’aiuto necessario a farmi superare quei momenti che mi spingevano a tornare alla scuola di Pistoia.

Se fossi tornato a Pistoia non avrei partecipato ad una festa organizzata da una compagna di classe.

Se non fossi andato a quella festa non avrei mai conosciuto la ragazza che in seguito sarebbe diventata mia moglie.

E se tutto questo non fosse accaduto, probabilmente adesso non sarei qui a scrivere di mia figlia che domani inizia il triennio.

Lo so, è tutto fondato sui “se”, quindi su nessuna certezza, ma la cosa fa riflettere: una scelta, all’apparenza insignificante, come quella del posto in classe, potrebbe aver inciso in maniera determinante sul corso della mia vita.

La considerazione finale, anche questa tutta teorica, è che a volte è inspiegabile come le vite delle persone possano incontrarsi ed incrociarsi per far seguire o continuare un cammino il cui percorso sembra disegnato, voluto e già deciso per noi.

Volontà divina? Destino?

Cosa cerco in un libro

Un forte vento di tramontana sta sussurrando che l’estate sta finendo, e con la nuova stagione voglio ripartire con una domanda alla quale ho cercato di rispondere su Makitevole, su Il Rifugio e che ripropongo anche qui.
Cosa cercate in un libro?
Non ho un genere preferito, non ho un autore preferito, anche se per Grossman e Gibran ho un debole più che per altri, talvolta seguo i suggerimenti di altre persone, altre volte mi intestardisco con qualche libro al contrario di altri che lasciano perdere dopo venti pagine.
Quando inizio un libro cerco una storia appassionante, personaggi che riescano a coinvolgermi, e che mi tengano incollato alle pagine, invitandomi ad andare alla successiva, ma anche emozioni che risveglino i miei sentimenti, la mia sensibilità, la mia anima. I libri come cibo per l’anima, come spesso viene detto.
Mi piace leggere come un autore riesce a farmi vedere ciò che scrive, come riesce a trasmettere l’emozione di un suo personaggio tanto da farmi immedesimare in lui, mi piace quando un autore riesce a farmi vedere che la camicia di una sua eroina è gialla oppure quando mi fa capire che due personaggi stanno in silenzio oppure quando mi fa sentire il profumo di un fiore, senza che lo scriva.
Cerco un libro che abbia un’anima. Cerco un arricchimento interiore. Qualcuno dice che legge per essere migliore. In un certo senso è così, perché la lettura, anche se non sempre, apre nuove visioni sulla realtà, facendola osservare da un altro punto di vista, diverso e diversamente profondo. E questo non può che arricchire il bagaglio di una persona.Collegando, invece, la lettura alla mia passione per lo scrivere, allora cerco anche tanti insegnamenti e tanti insegnanti, dal più bravo al meno bravo, dal più noto al meno noto, dai quali apprendere qualcosa in modo che un giorno, chissà quando, possa io essere in grado di trasmettere qualcosa ad un ipotetico lettore.