Archive for febbraio 2010

Oggi ho voglia di poesia

Ho letto alcuni post di amiche di blog.
A loro voglio dedicare i versi che seguono.
 
 

Se questo è un uomo – Primo Levi

Più volte avevo avuto l’impulso di leggere questo libro, ma non ero riuscito a farlo. Dopo aver letto le prime pagine ho capito perché.

L’autore fornisce una testimonianza di quella che era la vita nel Lager.

Vita: forse non è la parola giusta da usare. Di vita, in un sistema finalizzato all’annientamento della dignità umana, non si può certo parlare.

Si soffre a leggere il libro, si soffre insieme ai protagonisti, e le domande di sempre, di fronte a tanta crudeltà di uomini nei confronti di altri uomini, tornano fuori.

Il viaggio, il trasferimento in una carrozza ferroviaria dove le persone cominciano a fare i conti con condizioni disumane e dove i primi cominciano a perdere la vita.

L’arrivo al campo, l’incredulità, l’inizio della perdita dell’identità, l’attribuzione di un numero tatuato, gli espedienti per poter sopravvivere, la fame, la sete, la sporcizia, la debolezza, le botte, il freddo, l’incapacità di capire, il lavoro pesante, la fatica, la consapevolezza di non poter uscire vivi da lì.

Piano piano l’uomo perde tutta la sua dignità. La persona viene offesa, umiliata, resa simile alle bestie, non prova più pietà per il prossimo, non conosce più amicizia, perde la speranza, non è capace di ribellarsi. L’istinto di sopravvivenza resiste, anche a scapito di altri prigionieri. L’importante è non fermarsi a pensare, sarebbe molto peggio della sofferenza causata da quelle condizioni.

Levi parla della sua esperienza e di ciò che ha vissuto, senza includere ciò che ha appreso successivamente. Colpisce come sia riuscito a fare un’analisi quasi oggettiva del più grande massacro dell’umanità. Nelle sue parole non c’è odio nei confronti di chi ha effettuato tutto ciò, non c’è giudizio. La sua vuole essere “semplicemente” una testimonianza di ciò che è accaduto, perché il mondo sappia e non dimentichi ciò che è accaduto e che i nazisti hanno cercato in tutti i modi di non far conoscere al mondo.

È un libro scritto in modo semplice, ma capace di porre il lettore nella condizione di fare molte riflessioni e di porsi molte domande sulla natura umana, in tutte le sua sfaccettature.

Metti una sera a cena

Poco tempo fa sono stato invitato ad una cena organizzata per raccogliere fondi per adozioni a distanza. 
Ho accettto l’invito, ho partecipato, ho parlato un po’ con i miei vicini al tavolo, ma non sapevo chi fossero i commensali.
Così…

La pace…

… e nonostante tutto avere dell’amore
un’idea talmente splendente e sublime
e un bel niente, un bel niente da spartire
con queste vite mediocri e meschine…

E se un giorno ci accorgessimo che…

… quello che abbiamo fatto fino ad oggi non è quello che avremmo voluto fare?
Che il percorso della nostra vita ci ha fatto prendere una nuova strada che ci piace più della vecchia?
Sarebbe possibile dare un taglio netto  a tutto e ripartire da zero…
 
… in un’altra dimensione?

Ascoltare? Sembra facile.

Quando qualcuno ci parla di sé, sappiamo isolare noi stessi e dedicarci solamente a ciò che ci viene detto? A volte ci capita di sentire quello che ci dicono, ma poco dopo ce lo siamo già dimenticato, per distrazione o, che è peggio, per disinteresse. Saper ascoltare gli altri è molto difficile. Ne siamo capaci?