Archive for marzo 2010

La primavera arriverà

L’inverno, quest’anno, non vuol finire mai.

Pensavo questo nei giorni scorsi.

Ma non pensavo all’inverno come ad una delle quattro stagioni, pensavo piuttosto ad un inverno interiore. Non avevo voglia di scrivere quelle sensazioni, così mi sono astenuto dal farlo. Perché? Perché mi venivano in mente solo cose negative, e questo sorprendeva me per primo.

Il mio bicchiere perennemente mezzo pieno non sarebbe stato più tale.

Ho deciso di aspettare perché, forse, avevo solo bisogno di ricaricarmi, di riposare, di parlare con i miei, cosa che, per vari motivi, questa settimana non ho potuto fare come avrei voluto.

E’ bastato poco e già oggi vedo le cose in maniera diversa.

 

Non importa quanto freddo sia l’inverno, dopo c’è sempre la primavera. (E. Vedder)

La sosta

Increduli. Quella notizia ci ha lasciato increduli.

Una giornata come tante, forse una mattina fra le più belle di questo lungo inverno.

Inebetiti, storditi, ancora incapaci di rendersi conto.

Ma tu sei già sul freddo asfalto, colpito da un muletto che ha spento la tua luce, gettandoti nel buio.

Le ore passano, scandite dall’arrivo delle autorità, dei giornalisti, delle televisioni.

Ma non è uno spettacolo.

E arriva la sera del giorno dopo, quando i tuoi compagni di lavoro, gli amici di tanti anni, rientrano sedendosi ai soliti posti, al grande tavolo della vostra sala. Ti lasciano la sedia libera, la tua, come tutte le sere fino ad ieri. Forse aspettano che tu rientri, magari un po’ più tardi del solito.

Non avverrà.

Si sente solo lo squillo del telefono e lo strappo dei cartellini, accompagnati da un insolito silenzio.

Ed è arrivato oggi, quando il tuo mondo si è fermato per un po’ per salutarti ancora una volta.

A me sono tornati in mente i dispetti che ci facevamo, il tuo senso dell’umorismo, le nostre dispute verbali quando, vicendevolmente, ci prendevamo in giro in caso di sconfitta della nostra squadra del cuore. Oppure quando ti chiedevo come si chiamavano gli abitanti di Piazza, paese che ti ha ospitato per un po’. “Piazzali”, era la tua risposta. Oppure il brindisi d’auguri con tutti gli altri per la vigilia di Natale nella nostra stanza ovale.

Mentre tu stai entrando in chiesa, nella strada passano i camion, i trattori con le piante nei carrelli posteriori: come ieri, come domani.

Oggi in tanti ti hanno accompagnato; la chiesa era colma di gente, ma anche di tristezza.

La faccia bianca dei tuoi figli e di tua moglie. Bianca, come i fiori che gli amici di tuo figlio, il più piccolo, hanno deposto ai tuoi piedi. Bianca, come la tua morte.

Lo sguardo vuoto di chi non sa darsi pace. Vuoto, come la risposta che non verrà mai data ad un perché.

Tutta una vita si è fermata in un attimo.

Ma oggi è solo una sosta, giusto il tempo dei saluti, perché il tuo viaggio sta per riprendere, questa volta in una luce nuova.

Sono i tuoi compagni di lavoro che ti aiutano a fare i primi metri. A turno ti porteranno a spalla fino a quella che a noi sembrerà la tua nuova dimora, mentre tu sei già altrove.

La terra, come quella che hai lavorato per tanto tempo, comincia a tamburellare su di te, prima più forte poi sempre più piano, fino a sfiorare il silenzio, come quello che avvolge tutti quanti, prima che ognuno riprenda la sua strada.

La sosta è finita.

Il pomeriggio è alto, come il sole nel cielo ancora celeste. Sento un rumore che proviene da lassù. Alzo lo sguardo ed un aereo, volando a bassa quota, passa di sopra e se ne va.

Il tuo nuovo cammino è iniziato.

Buon viaggio.  

Quando l’amore ti chiama…

 
seguilo, e lasciati guidare.

Festa della donna

Ognuno ha la sua idea sulla festa della donna.
Per alcuni è importante ricordarla, per altri non conta niente, per altri è una festa che non ha senso. Insomma, ognuno è libero di pensarla come vuole.
Io alle donne ci penso ogni giorno; e come sarebbe possibile altrimenti? Ne ho tre in casa!
Ma forse è anche per questo che le apprezzo molto e che ringrazio sempre che esistano.
 
Auguri a tutte le donne!

Sondaggio

Amiche e amici miei,
vorrei chiedere la vostra collaborazione per un sottotitolo da dare a questo blog, che adesso è identificato da nome e cognome.
Quando lo cito da un altro posto, ad esempio da Il Rifugio, lo faccio semplicemente dicendo "sull’altro blog", altrimenti sarebbe un po’ brutto dire "su nome e cognome".  Per semplicità di ricerca nome e cognome rimarranno, ma il sottotitolo diventerebbe a tutti gli effetti il titolo vero e proprio.
In questo blog, se avete notato (perché lo avete notato, vero?), tratto delle mie passioni, la principale delle quali è la scrittura. E così facendo non disdegno di aprirmi e farmi conoscere per ciò che sono. Insomma, invito i lettori a scoprirmi, ad andare… oltre.
Proprio per questo avrei pensato, anche in funzione del nick che uso sul web, di mettere il seguente sottotitolo:
 
Ben…oltre
 
Che ne pensate?
Il sondaggio è aperto.

Seguire i propri sogni è…

 
… imparare a essere se stessi e condividere con gli altri la magia di questa scoperta.

La piazza

Alcune sere fa su Il Rifugio non riuscii a scrivere niente, ma non perchè non avessi niente da scrivere.
I pensieri erano confusi, ma soprattutto avvolti in un manto di tristezza.
Ho lasciato trascorrere qualche giorno, o meglio, la quotidianità ha fatto questo.
Tornando indietro per un po’, pensando a due amici, quella pagina bianca la riempirei così.
 
L’ultima foglia è ormai caduta.
Per aria ha volteggiato,
più e più volte,
adesso giace sul selciato.
La piazza è vuota.
In piedi, un po’ in disparte,
la guardi e non ci credi.
Nessuno.
Pensi, indugi, ti giri, te ne vai.
Ma il pensiero torna là.
Discorsi, discussioni,
grida, silenzi,
allegria, incomprensioni.
Immagini che tornano,
suoni che echeggiano.
Ti volti e guardi: nessuno.
Ascolti attentamente
dentro la tua mente.
Ecco, sono lì le voci!
E quel rumore,
un ritmo cadenzato,
dettato dal tuo cuore,
riprende.
Il succedersi dei passi.
C’è gente nella piazza.