Archive for giugno 2010

Lourdes, un anno dopo

  

Un desiderio durato oltre un anno, un desiderio nato subito, quando, salito sull’autobus per tornare a casa, ti eri detto: “Devo ritornarci”.

Ma cosa ti aspettavi da questo nuovo viaggio? In fondo, c’eri già stato. Te lo dico io cosa cercavi.

Quello che cercavi non era un luogo geografico da visitare per soddisfare la iniziale curiosità, ma quel luogo, dentro di te, in cui avevi provato tante e forti emozioni.

La volta scorsa, la tua prima volta a Lourdes, non riuscisti a spiegarti del tutto ciò che avvenne, ma ti rendesti conto che quel posto non è un posto qualsiasi. Quest’anno ne hai avuta la conferma, quando pur muovendoti con la sicurezza dettata dalla conoscenza del luogo, ogni singolo metro quadrato ti è sembrato diverso. Hai avuto un pensiero: che fosse diverso perché tu sei diverso, dentro di te e nella tua fede. Difficile da credere? Forse.

Per la prima volta ti sei avventurato in un viaggio senza la tua famiglia al fianco. Una bella novità; di’ la verità, questo un po’ ti turbava, non è vero? Tu sei timido e non sempre riesci a conversare con persone che non conosci o che conosci poco. La voglia di tornare, comunque, era troppo forte e ti ha fatto superare anche questo piccolo ostacolo.

Alcune emozioni della prima volta non ci sono state, ma quelle provate sono state altrettanto forti, più “mature”. Quello che ti aveva meravigliato o sorpreso la volta scorsa, adesso fa parte di te, e ti ha portato ad osservare quello che ti circondava con uno sguardo diverso, più consapevole. Guardando la moltitudine di gente così tanto malata quanto ricca di fede e speranza ti sei commosso più volte. Vedevi quelle strane carrozzelle con tre ruote, trainate dai volontari e il tuo cuore piangeva. Ti sono venute in mente le lamentele gratuite che ogni tanto escono dalla bocca delle persone, compresa la tua; un insegnamento da portarsi dentro per sempre.

Hai provato sensazioni a livello umano e personale che non avresti mai immaginato, che da una parte ti hanno fatto piacere e che allo stesso tempo ti hanno fatto riflettere molto.

Hai scoperto una grande voglia di comunicare con le persone, anche con quelle che vedevi per la prima volta, che non sospettavi di avere e che ti ha fatto parlare con tutti come mai in passato eri riuscito a fare, tanto da vedere le vite altrui intrecciarsi con la tua. E ti domandavi: ma come possono le persone raccontare il loro passato, le loro storie, i loro tormenti e le loro gioie, sentimenti così intimi e personali, ad una persona che vedono per la prima volta? E mentre lo pensavi ti accorgevi che avevi fatto altrettanto, provando una sensazione di complicità, di benessere, per quella fiducia che si era instaurata. Questo pensiero si è trasformato in una preghiera spontanea e più volte, camminando, ti sei ritrovato a pregare, parole semplici, le preghiere basilari, quelle che per prime imparano i bambini e che si portano dentro per sempre, anche se per lunghi periodi rimangono in un angolo sperduto della memoria.

Oggi sei sempre più convinto che Lourdes non sia un posto come tutti gli altri; si avverte che c’è qualcosa di diverso, e non c’è ragione che tenga, perché solo il cuore può dare una spiegazione che razionalmente non sei ancora riuscito a dare. La particolarità del luogo si avverte in maniera quasi tangibile, palpabile, ma altrettanto inspiegabile.

Si vede tanta sofferenza, ma è come se fosse contornata da un sorriso. I malati ci sono e sono tanti, eppure, guardandoli, quello che ti colpisce è la fede, la speranza e la forza che trasmettono.

Spesso ti sei mosso senza avere compagni di viaggio al fianco, eppure non ti sei mai sentito solo, perché Lourdes è un luogo in cui non ci si sente mai soli. Uno Sguardo ti segue sempre e ti accompagna ad ogni passo che fai.

Uscendo dal cancello, per l’ultima volta, hai sentito quello Sguardo che ti seguiva. Ti sei fermato, ti sei voltato, e in pochi attimi hai rivissuto quei due giorni: il viaggio, la Basilica sotterranea, la Via Crucis,  i malati con le loro carrozzelle e i tanti volontari, l’esperienza della preghiera alla Grotta nella pace notturna, l’acqua,  la processione pomeridiana, quella serale con le fiammelle, anche le intenzioni che avevi portato lo scorso anno.  

Ma se dovessi indicare la chiave di lettura di questo viaggio, tralasciando per un attimo la fede, questa avrebbe un nome: fiducia. Quella di chi l’ha riposta in te affidandosi al tuo ascolto e quella di chi ti ha dato ascolto. Inspiegabile, se non fosse avvenuto a Lourdes.

Poi, con un sorriso, hai salutato.

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Io vado, ci vediamo fra qualche giorno

Canzoni sorprendenti

Spesso mi capita di canticchiare canzoni ascoltate chissà quante volte senza mai badare al testo, vuoi perché mi piace più l’aspetto musicale, la meoldia, vuoi perché sono in lingua straniera e non sempre è facile afferrare parole e senso.
Desiderando il sole, per vedere finalmente un’estate che sembra non voler arrivare mai, ho cercato la traduzione di questa canzone, che contiene la parola "sole" nel titolo.
Ed ho scoperto una frase che mi è piaciuta molto.
Il mattino porta con sè il mistero, la sera lo trasforma in storia

Una bella sensazione: ma che cos’è?

In questi giorni mi sono chiesto: ma che cos’è?

Conosci persone da una vita: sei cresciuto insieme a loro, li conosci  dall’infanzia o dall’adolescenza, sai tutto di loro e loro sanno tutto di te, hai visto nascere i loro figli e loro hanno visto nascere i tuoi, hai condiviso gioie, dolori, momenti belli, momenti brutti, hai pianto e hai riso con loro. Quando li incontri senti una bella sensazione all’altezza del petto ed un sorriso nasce spontaneo sul tuo volto.

Amicizie che vengono da lontano, protratte nel tempo, quelle che si potrebbero definire basate su solide fondamenta o inossidabili.

Poi capita che, per un interesse comune, cominci a conoscere persone delle quali non sai niente. Giorno dopo giorno impari il nome e poi il cognome. Con un po’ di timidezza cominci ad esplorare il loro mondo e lasci che loro esplorino il tuo. Cominci a sentire, con alcuni di loro, un feeling particolare, poco importa che abbiano diciotto anni o siano più grandi di te, e quando li vedi senti quella bella sensazione all’altezza del petto.

Cominci a pensare che quell’interesse in comune sia il punto di una nuova partenza: ma come la puoi chiamare? Che cos’è quello che senti?

Nella maggior parte delle volte sei con loro per un’attività che potrebbe non far sorridere, per la quale hai la coscienza della preparazione, ma anche l’insicurezza per un’esperienza che ancora non c’è, eppure quando li vedi… sorridi, e tutto il resto svanisce. È come se traessi energia da loro.

Poi, quando arriva il momento di separarsi, prendi l’agendina per guardare quando il tuo tempo ti permetterà di rivederli, e mentre lo fai continui a chiederti che cos’è quella bella sensazione, sperando che non sia soltanto tua.

Domenica rilassante

Ho trascorso una giornata all’insegna del relax. Non so se sia stata riposante o meno, ma sicuramente è stata rilassante, anche se alla fine della giornata un po’ di fatica si è fatta sentire.
Infatti ho approfittato di questa domenica per rimettere un po’ d’ordine in alcune zone della casa, come la cantina e la terrazza, che aveva voglia di vestirsi da estate. Le nuvole e un vento un po’ nervoso mi hanno fatto compagnia, poi qualche goccia di pioggia è arrivata per far vedere che anche lei non voleva essere da meno.
Mi piacciono queste giornate che alla fin fine risultano molto utili: perché hai fatto qualcosa che bisognava fare, perchè quello che hai fatto lo hai fatto con la famiglia tutta coinvolta, perchè la fatica finale diventa sinonimo di contentezza.
Un vecchio adagio popolare dice che chi si accontenta gode; e allora godiamoci anche questi momenti. Il mare, i monti, le file, possono attendere.
 

 

Staccare un po’

Può capitare di aver voglia di staccare per un po’. A volte basta poco, un po’ di relax per…
 

ripartire come nuovi.

BUON FINE SETTIMANA!

Proviamo la nuova veste del blog.

Ho aperto il blog, dopo qualche giorno, ed ho trovato alcune novità, per la verità non tutte gradite, anche perché alcune opzioni sono scomparse (oppure sono io che non riesco più a trovarle?).
Le novità, si sa, disorientano sempre un po’, soprattutto quando si è abituati da tempo ad utilizzare le solite cose.
Mah, diamo tempo al tempo; magari faranno qualche aggiustamento.
Ho un pensiero che si aggira nella mente da un po’ di tempo.
Come sapete, cerco di alimentare due blog: questo e Il Rifugio di Roberto.
Entrambi hanno pochi commentatori, che ringrazio vivamente, e qualcuno che si limita a leggere e basta.
Negli ultimi tempi, nella maggior parte dei casi, mi sono limitato a proporre gli stessi post, salvo piccole differenze.
La mia intenzione sarebbe quella di chiuderne uno.
Ma Window live offre opzioni che Blogspot non ha, pur non consentendo a tutti di lasciare commenti. Infatti bisogna avere un account hotmail o live (o è cambiato pure questo?)
Blogspot è accessibile a tutti, ma non offre le stesse opzioni di Window live.
Insomma è un bel dilemma.
Mi aiutate a risolverlo?

 
Nel frattempo continuerò sui due versanti.