Archive for agosto 2010

Cinzia mia, buon anniversario!

Però, che costanza che hai!

Trovare Dio

… e si voglio volare
perché così così sono io
e poi sentire il vento e sentirmi mio
così voglio volare
perché esisto anch’io e solcando il cielo
trovarci Dio…

YouTube – Nomadi & Omnia Symphony Orchestra – Trovare Dio
 

Il Maestro e Margherita

Ho inserito ne "Le Pagelle" il resoconto della mia ultima, sofferta, lettura: Il Maestro e Margherita di M. A. Bulgakov.
 

Concerto

Dopo una giornata dai contorni incerti, abbiamo deciso di uscire per recarci a sentire un po’ di musica. Il programma della serata prevede un concerto di un noto gruppo, uno di quelli storici, che possono attirare persone di varie età, probabilmente più vicine alla mia che alla tua.

L’ora d’inizio scritta sui manifesti è già passata e nell’aria non risuona nessuna nota.

Ci incamminiamo e dopo alcuni metri sentiamo arrivare il suono delle prime canzoni: non mi sembra la voce del cantante del gruppo e te lo dico. Poi, via via che ci avviciniamo, comprendo che deve essere l’ospite il cui nome era scritto sul manifesto. Infatti, poco dopo, questo giovane personaggio saluta e lascia il palco al gruppo.

Noi siamo un po’ indecisi, siamo ancora in strada, non sappiamo cosa fare: entriamo sfidando il tempo oppure restiamo fuori accontentandoci di ascoltare?

Il concerto è all’aperto, ma uno sguardo al cielo mi permette di rompere gli indugi: è stellato, così:

“ Entriamo!”

“Ok, entriamo” replichi.

Quanto tempo è passato dall’ultima volta che sono andato a vedere un concerto! Non ricordo più qual è stato l’ultimo, meglio non pensare.

Ma questa volta è diverso perché sono lì con te.

Entriamo sul campo in fondo al quale il gruppo, sopra un palco un po’ spoglio, ha già cominciato a suonare. E si sente: le note basse fanno sussultare tutto il corpo.

Che strano: quel campo polveroso e con qualche cespuglio d’erba, adesso sembra un meraviglioso tappeto verde. Sono convinto che sia stata tu a fare questa magia.

Avanziamo abbracciati, ci sono molte forze dell’ordine che guardano tutti quelli che entrano: “Non preoccuparti, se ci fermano dirò che sono tuo padre.” La nostra differenza di età è palese a tutti, ma a noi non importa niente.

Ci spingiamo fino a dove ci è possibile arrivare, per vedere più da vicino, e ci piazziamo a qualche metro di distanza dall’ultima fila di persone, in piedi.

Il concerto va avanti, mi piace, ti piace; alcune canzoni sono nuove, altre meno recenti, altre ancora sono entrate nella storia della musica italiana. Però, sono veramente bravi, e ascoltare la musica dal vivo è tutta un’altra cosa. Ti spiego che alcuni brani sono molto diversi dalla versione originale, con nuovi arrangiamenti, prolungati per esaltare le doti dei musicisti. E’ un vero peccato che non ci sia tanta gente. Beh, peggio per loro!

Ogni tanto mi appoggio a te, abbracciandoti, oppure sei tu che appoggi la testa alla mia spalla, inebriandomi del tuo profumo. Altre volte ci teniamo la mano, ci guardiamo e ci sorridiamo, contenti di essere entrati, contenti si essere lì, insieme.

Caspita: sono già trascorse oltre due ore? Il gruppo saluta sulle note della sua canzone più conosciuta, poi ci allontaniamo. Lo spettacolo è finito, come la nostra serata.

Camminando, sulla via del ritorno, mi domando se potrò godere ancora di momenti così, che mi hanno riportato alla mente emozioni provenienti da lontano.

Il primo concerto per te. Il primo concerto con te, figlia mia.