Archive for the ‘post’ Category

La forza più testarda che c’è in noi

A volte passiamo momenti in cui sentiamo di essere in difficoltà, perché la vita ci colpisce, in maniera forte e inaspettata.
E molte domande ci assalgono e non sappiamo come difenderci da tutte quante, perchè non siamo capaci di dare delle risposte.
Per un momento le nostre gambe si piegano, ma dobbiamo trovare la forza di reagire, di rialzarsi e dare nuove possibilità alla nostra vita,
 
 
 
 
 
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Cinzia mia, buon anniversario!

Però, che costanza che hai!

Trovare Dio

… e si voglio volare
perché così così sono io
e poi sentire il vento e sentirmi mio
così voglio volare
perché esisto anch’io e solcando il cielo
trovarci Dio…

YouTube – Nomadi & Omnia Symphony Orchestra – Trovare Dio
 

Il Maestro e Margherita

Ho inserito ne "Le Pagelle" il resoconto della mia ultima, sofferta, lettura: Il Maestro e Margherita di M. A. Bulgakov.
 

Concerto

Dopo una giornata dai contorni incerti, abbiamo deciso di uscire per recarci a sentire un po’ di musica. Il programma della serata prevede un concerto di un noto gruppo, uno di quelli storici, che possono attirare persone di varie età, probabilmente più vicine alla mia che alla tua.

L’ora d’inizio scritta sui manifesti è già passata e nell’aria non risuona nessuna nota.

Ci incamminiamo e dopo alcuni metri sentiamo arrivare il suono delle prime canzoni: non mi sembra la voce del cantante del gruppo e te lo dico. Poi, via via che ci avviciniamo, comprendo che deve essere l’ospite il cui nome era scritto sul manifesto. Infatti, poco dopo, questo giovane personaggio saluta e lascia il palco al gruppo.

Noi siamo un po’ indecisi, siamo ancora in strada, non sappiamo cosa fare: entriamo sfidando il tempo oppure restiamo fuori accontentandoci di ascoltare?

Il concerto è all’aperto, ma uno sguardo al cielo mi permette di rompere gli indugi: è stellato, così:

“ Entriamo!”

“Ok, entriamo” replichi.

Quanto tempo è passato dall’ultima volta che sono andato a vedere un concerto! Non ricordo più qual è stato l’ultimo, meglio non pensare.

Ma questa volta è diverso perché sono lì con te.

Entriamo sul campo in fondo al quale il gruppo, sopra un palco un po’ spoglio, ha già cominciato a suonare. E si sente: le note basse fanno sussultare tutto il corpo.

Che strano: quel campo polveroso e con qualche cespuglio d’erba, adesso sembra un meraviglioso tappeto verde. Sono convinto che sia stata tu a fare questa magia.

Avanziamo abbracciati, ci sono molte forze dell’ordine che guardano tutti quelli che entrano: “Non preoccuparti, se ci fermano dirò che sono tuo padre.” La nostra differenza di età è palese a tutti, ma a noi non importa niente.

Ci spingiamo fino a dove ci è possibile arrivare, per vedere più da vicino, e ci piazziamo a qualche metro di distanza dall’ultima fila di persone, in piedi.

Il concerto va avanti, mi piace, ti piace; alcune canzoni sono nuove, altre meno recenti, altre ancora sono entrate nella storia della musica italiana. Però, sono veramente bravi, e ascoltare la musica dal vivo è tutta un’altra cosa. Ti spiego che alcuni brani sono molto diversi dalla versione originale, con nuovi arrangiamenti, prolungati per esaltare le doti dei musicisti. E’ un vero peccato che non ci sia tanta gente. Beh, peggio per loro!

Ogni tanto mi appoggio a te, abbracciandoti, oppure sei tu che appoggi la testa alla mia spalla, inebriandomi del tuo profumo. Altre volte ci teniamo la mano, ci guardiamo e ci sorridiamo, contenti di essere entrati, contenti si essere lì, insieme.

Caspita: sono già trascorse oltre due ore? Il gruppo saluta sulle note della sua canzone più conosciuta, poi ci allontaniamo. Lo spettacolo è finito, come la nostra serata.

Camminando, sulla via del ritorno, mi domando se potrò godere ancora di momenti così, che mi hanno riportato alla mente emozioni provenienti da lontano.

Il primo concerto per te. Il primo concerto con te, figlia mia.

Lo specchio della luna

L’ultimo atto è consumato.
Tutti se ne sono andati.
Hanno ripreso la loro strada, la stessa percorsa per lungo tempo insieme a te.
Adesso sei disteso nel tuo letto, con le braccia incrociate dietro la testa, appoggiate sul cuscino, e fissi la luna attraverso la finestra aperta, una bella luna piena che risalta nel cielo buio e limpido di una mite notte d’estate.
La fissi e ti sembra che quella si avvicini, come i tanti ricordi belli che, uno dietro l’altro, scorrono nella tua mente, in un breve lasso di tempo che pare lungo un’eternità.
Un leggero battito di ciglia ti risveglia e ti sembra che quella si allontani, ricacciata indietro come quel momento che, imminente, porta con sé l’ansia dell’ignoto.
La luna ha già percorso una curva nel cielo e la voce del campanile ti sussurra che è tardi, che è ora di dormire. Chissà quante altre volte te lo ha detto, ma in questa notte quel rintocco sembra diverso, più gentile.
Decidi di seguire il suo consiglio, ti alzi e vai verso la finestra. Indugi ancora un attimo e fissi di nuovo la luna prima che un lento movimento delle braccia l’accompagni fuori dalla stanza.
Il tuo viso si riflette sul vetro formando per un istante un sol volto con quella sfera luminosa immobile nel cielo.
Sorridi e lei ricambia. Ti rimetti giù e lei riprende il suo cammino.
Domani un’altra luna sorgerà.
 

Il blog va in vacanza!

Tornerò a settembre, con un’idea che mi ronza in testa e, forse, con delle novità da condividere.
Ogni tanto entrerò e se avrò qualcosa da scrivere la scriverò.
 
Amiche e amici miei, vi abbraccio!
 

 
Buone vacanze!