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Resta aperto il Rifugio

Per ora.

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Dubbi

La risposta di una lettrice in un post su Il Rifugio mi ha fatto riflettere su una cosa.
Quella  lettrice parlava di Jannacci e dei motivi per i quali rinunciava ai suoi funerali, motivi di personale riservatezza, ma anche, mi è parso di capire, motivi provenienti dall’esterno.
Ho potuto riflettere su alcune situazioni che negli ultimi tempi mi trovano un po’ titubante, indeciso su quello che devo fare. Ci sono, potrei dire, dei condizionamenti esterni che mi dicono di agire in un certo modo, che è il contrario di quello che sento dentro.
E allora mi sono detto: è giusto che mi faccia condizionare e rinunciare a causa di qualcosa di negativo? Oppure è meglio andare avanti per quel poco di positivo e perché lo sento?

 

Buona Pasqua!

Auguri di Buona Pasqua a tutti voi.
Trascorretela dove e con chi preferite, e che sia serena!

La forza delle parole semplici

Oggi vorrei parlarvi della mia domenica. Un po’ piovosa, non bella. Eppure a me è piaciuta.
Domenica delle Palme, appuntamento fissato con i “miei bambini” un quarto d’ora prima dell’inizio della Messa, che oggi sarà dedicata a loro, ai Cresimandi. Ultimi accordi per l’assegnazione dei posti e per l’animazione: a me toccano Prima lettura e Salmo, ad alcuni dei bambini la Preghiera dei fedeli, mentre un’altra di loro dovrà portare all’altare uno dei doni.
La Messa, si sa, oggi è un po’ più lunga del solito, ma a differenza di tante altre volte, vedo nei ragazzi una diversa partecipazione ed il tempo sembra scorrere veloce. Come i quattro anni in cui ho tentato, insieme a mia moglie, di accompagnarli in questo loro cammino.
Li guardavo, lì, seduti nelle panche, io in piedi, e provavo a ripensare a loro quando li vidi per la prima volta. Sono cresciuti e, quando vogliono, sono delle vere pesti!
Ma come non amarli. Ho pensato spesso di smettere, in questi ultimi tempi. Eppure ogni volta che li guardo, come è accaduto anche domenica scorsa quando andammo ad incontrare il Vescovo insieme ad un altro migliaio di bambini, mi riesce difficile pensare ai miei futuri pomeriggi del sabato senza piccole canaglie da richiamare. E sorrido mentre sto scrivendo questo.
Alla fine ai bambini è stato chiesto di presentarsi, dicendo il nome. Stessa sorte è toccata anche a noi che li abbiamo accompagnati (che imbarazzo!). Il sacerdote ha detto alcune parole di ringraziamento, semplici semplici, di quelle che arrivano dirette, con la forza della loro semplicità e che hanno il potere di fare riflettere.
Ed io, così, avrò modo di riflettere su decisioni che pensavo di aver già preso.

 

Sciocchezze, o forse no

Ho ritrovato il mio angolino!
Da quando ho accantonato il vecchio computer fisso a vantaggio di un portatile non ho più avuto una fissa dimora per scrivere.
Oggi, a seguito di una radicale pulizia, ho ritrovato la mia postazione, vicina a tutti gli ambienti di casa, ma, allo stesso tempo, lontana da ogni fonte di distrazione.
I rumori familiari sono sempre ben accetti, mi piace sentire che la casa vive.
Sono contento, e sapete perché?
Perché ho ricominciato a scrivere qualcosa. Adesso ci sono tutte le premesse per dare continuità a questo nuovo inizio.
Un angolino di nuovo tutto mio!
Può sembrare una sciocchezza, ma io credo che no lo sia.
scrivania con pc

Rieccomi!

Ciao Amici del blog!
Quanto tempo! Eppure sono sempre stato qua!
Ma avevo bisogno di staccare per riordinare un po’ le idee, le tante che avevo in mente e alle quali volevo dare un seguito. Questo ha comportato anche il dover fare delle scelte, dei tagli, un po’ come quando si scrive. Ora, però, so in quale direzione voglio andare.
E questa direzione prevede: musica, rappresentazioni e scrittura.
E forse la novità sta proprio in quest’ultima, che ultimamente era rimasta un po’ indietro.
Adesso non rimane altro che dare tempo al tempo e andare avanti, con quell’entusiasmo che mi ha sempre accompagnato e che spesso mi ha permesso di non sentire la fatica.

La luna e i falò di Cesare Pavese

Questo libro mi ha tenuto compagnia per tutto l’autunno e per questa parte dell’inverno. Mi ha consentito di sperimentare la lettura durante le attese: nei bar, sulle tribune di impianti sportivi, e soprattutto in auto, mentre aspettavo mia figlia impegnata in un corso. E il fatto che sia riuscito a mantenere viva la concentrazione, nonostante i rumori e i condizionamenti che provenivano dall’esterno, depone a suo favore.
La storia di un uomo che torna al suo paese di ritorno dall’America, ritrovando un compagno di un tempo, che era e continuerà ad essere un punto di riferimento importante. Inizia così un vai e vieni fra passato e presente, un susseguirsi di ricordi che si intrecciano con il presente, in un paese di origini contadine dove tutto sembra immutato, ma dove tutto è comunque cambiato, persone comprese se ancora in vita. L’attaccamento alla propria terra risulta vivo, come una parte fisica ed interiore della persona stessa. La guerra ha lasciato il segno, anche in quel piccolo puntino geografico che nemmeno la storia sembrava poter raggiungere. Ed il finale ci farà capire questo, con tutte le sue contraddizioni.
Un libro che profuma di nostalgia, di speranze, di sogni, ma anche di cruda realtà, con i suoi risvolti più tristi.
Un bel libro, sarà perché a me è molto caro quel viaggiare avanti e indietro nel tempo. E, per dirla tutta, durante la lettura mi sono chiesto più volte, con il sorriso sulle labbra, cosa ne sarebbe stato di un mio libro se avessi letto questo quando a scuola mi fu consigliata la sua lettura.
Voto di Ben: 7,5